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duplicazione
Per spiegare il processo di duplicazione è utile capire come avviene e da cosa è composto un supporto vergine.

Un CD-R è un disco di policarbonato con spessore di 1,2 mm dove all'interno è stampata una spirale continua su cui sono disposte le tracce. Questa spirale compie circa 22.200 rotazioni intorno al cd con circa 600 giri per millimetro (per cd r da 74 min).
La struttura di questa spirale deve rispettare alcune specifiche che però permettono al costruttore la modifica di alcuni parametri.

Questo è il motivo per cui i CD-R di una marca che escono da uno stabilimento non sono identici a quelli che escono da un'altra fabbrica.
Sopra lo strato di policarbonato viene depositato un sottile strato di dye (sostanza organica che, oltre a dare il colore allo strato di registrazione, è la principale responsabile del processo di registrazione). Esistono diversi tipi di dye, basati essenzialmente su due sostanze: la cianina (blu) e la phtalocianina (verdastro).
Sopra lo strato di dye viene posto un sottilissimo strato metallizzato (oro o argento) che ha la funzione di riflettere il fascio laser.
Lo strato metallico viene a sua volta ricoperto da un sottilissimo strato di lacca protettiva sulla quale poi viene dipinta la serigrafia.
Per questo motivo la parte più delicata di un CD è quella verso la serigrafia.
La traccia spirale è composta da due zone ben distinte, land e groove. Il land è la parte superficiale, mentre il groove è il solco che descrive la spirale. All'interno del groove sono presenti una serie di pit, ovvero dei fori allungati molto vicini uno all'altro. Durante il processo di duplicazione il raggio laser colpisce il dye portandolo ad un elevato stato di fluidità; in modo da farlo espandere e riempire i pit: il modo in cui il dye si espande all'interno del pit è la principale discriminante della qualità di un CD audio. Se il pit non viene completamente riempito, potrebbe non essere letto dal laser in un unico passaggio e nel caso dei CD audio, dove la lettura è in tempo reale, questo si traduce in perdita di informazioni. La rifrazione permette che le informazioni sul disco siano lette:
il colore sarà più scuro dove il laser ha inciso i dati (due possibilità: 0 o 1 simile un interruttore a on-off) e la rifrazione differirà a seconda del colore del dye (bruciato e quindi scuro, o incombusto e quindi chiaro).

Sulla spirale si incontrano in sequenza tre zone: Lead In, Program Zone e Lead Out. La prima zona, di circa 3 minuti, è la carta d'identità del disco. All'interno sono infatti incisi la capacità reale del CD, la potenza minima per la scrittura e la velocità massima di scrittura, una zona di calibrazione della potenza e la TOC, ovvero la Table Of Content, che rappresenta l'indice del disco.La produzione dei CD R è simile a quella dei CD REPLICATI.
Il policarbonato in granuli viene fuso ad una temperatura di circa 320° ed iniettato ad alta pressione in un cilindro alla cui testa è posizionato lo stamper che viene raffreddato da un flusso d'acqua.
Al momento dell'indurimento del policarbonato la matrice (stamper) inciderà la spirale formando così il disco in policarbonato trasparente al cui interno sono già contenute, nella lead In, tutte le informazioni necessarie (contenute nello stamper).

A questo viene deposto su un piatto girevole da un braccio meccanico. Si passa poi alla seconda fase ovvero la stesura del dye sul disco. Una goccia di dye viene depositata da un ugello sul disco in prossimità dell'inizio della traccia e quindi viene distribuito su tutta la superficie del cd per forza centrifuga.

Dopo un controllo sofisticato i dischi buoni passano alla terza fase che è quella della metallizzazione che avviene sotto vuoto con una migrazione ionica di alluminio, oro o argento a seconda delle specifiche del prodotto.
L'ultima fase è quella di laccatura, dove il disco viene protetto da un sottilissimo strato di lacca che solidifica all'esposizione sotto una lampada UV e lo prepara alla fase successiva di serigrafia.
  Le specifiche per la produzione dei CD R sono dettate dall'Orange Book.
Le principali caratteristiche tecniche sono:
Scanalatura di inizio: mm 22
Scanalatura dell'estremità: mm 58.1
Passo a spirale: 1.6 µ (0.0016 millimetri)
Spessore: 0,67 µ
Profondità: 0,168 µ

Il DVD R viene prodotto con una tecnologia simile a quella dei CD R ma con un DYE e una geometria differente. La diversità maggiore tra i due supporti è che il primo è composto da un singolo strato di policarbonato spesso mm 1,2 mentre nel DVD troviamo 2 dischetti di policarbonato incollati fra loro.
Il fatto che un DVD R riesca a memorizzare più dati rispetto ad un CD (6/7 volte in più) è dovuto ad una più sottile realizzazione delle tracce che comporta una maggior velocità di rotazione percorrendo 3,49 metri al secondo rispetto al 1,2 metri al secondo del CD.

Brevemente le diferenze tecniche tra CD R e DVD R sono:
- pit più piccoli: 0.4 µ invece di 0.8 µ
- spirale più serrata: 0.74 µ invece di 1.6 µ
- raggio laser a più alta frequenza e a più breve lunghezza d'onda (0.65µ invece di 0,78 µ).